Il modulo Esta, che autorizza a imbarcarsi per gli States, ha adesso una voce sulla “presenza online” del viaggiatore. Che deve comunicare anche i siti e le applicazioni per le quali collabora. Dati conservati per 75 anni. E’ caccia aperta alle “attività nefaste”. Ora gli Usa vogliono sapere se abbiamo uno spazio in un social media e dove per la precisione. Nel radar ci sono 13 social, dai più comuni ai meno noti. Ma anche “i siti e le applicazioni” per le quali eventualmente collaboriamo. Il turista, l’uomo di affari italiano non è obbligato a rispondere sul punto. La cosa al momento è volontaria. Ma la severità degli Stati Uniti potrebbe indurre i responsabili di frontiera a negarci l’ingresso nel Paese, se non collaboriamo. (fonte)
